La disabilità può richiedere l’assistenza di un amministratore di sostegno

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Cosa fare se una persona, un parente, è disabile o incapace di intendere e volere.

Ci sono persone che si trovano in stati di difficoltà personale a causa di

malattia

(si pensi ad esempio ai casi di Alzheimer, al morbo di Parkinson, alla demenza senile, che spesso colpiscono gli anziani),

disabilità

di varia gravità (si pensi ai casi degli spastici dalla nascita), condizioni di

minorazione psichica o fisica

(come gli infermi, gli allettati),

dipendenze da

alcol o droghe

(casi che spesso si presentano tra i giovani) e cadono così in uno stato di incapacità tale da impedire loro di gestire correttamente il proprio patrimonio o di manifestare la propria volontà all’esterno.

In questi casi sorge, per quei soggetti, la necessità di ottenere una forma di sostegno o di assistenza, in modo tale da venire integrati nella loro incapacità di gestione patrimoniale.

La soluzione è nella nomina dell’amministratore di sostegno.

L’ordinamento giuridico ha approntato uno strumento deputato a risolvere questo problema, attraverso un istituto specifico che si chiama amministratore di sostegno.

Esso consiste nella nomina da parte del Tribunale di un soggetto che abbia la rappresentanza legale di chi si trova nello stato di incapacità di provvedere ai propri interessi, con il potere di agire nell’interesse della persona che viene amministrata.

L’amministratore non si sostituirà alla persona bisognosa, ma la affiancherà, integrandola laddove non sia capace di operare da sola.

Si tratta quindi di una misura rispettosa della dignità umana, che non annulla il soggetto più debole, ma lo aiuta nella misura in cui sia necessario, senza annullarla.

Enorme è la differenza con l’istituto della tutela, in cui il tutore si sostituisce integralmente al soggetto, che perde ogni forma di capacità residua di intendere e volere.

L‘attività dell’amministratore di sostegno.

L’ambito tipico di intervento dell’amministratore di sostegno si attua nella sfera patrimoniale (firmare la dichiarazione dei redditi, presenziare dal notaio per una compravendita), ma talvolta anche nella sfera sanitaria (quali il consenso informato per eseguire un intervento chirurgico).

Si badi bene: l’amministratore di sostegno

non è

un assistente sociale, neppure un assistente sanitario, ma è un soggetto che ha

il potere

di agire in nome e conto del beneficiario di fronte ai terzi, potendo firmare validamente atti in nome e conto di quest’ultimo e potendo utilizzare somme di denaro per le necessità ordinarie, nei limiti fissati dal tribunale.

Invece per le attività straordinarie dovrà chiedere l’autorizzazione al giudice.

E’ pur vero che l’amministratore di sostegno deve anche intrattenere un

rapporto personale

con il beneficiario, ma questo non comporta un obbligo di assistenza materiale diretta, bensì un onere di ascolto delle aspirazioni della persona in stato di bisogno al fine di agevolare la piena soddisfazione dei suoi interessi.

Se il beneficiario necessità di assistenza continuativa, l’amministratore si attiverà per ottenere l’aiuto dei parenti o di una badante, oppure per inserire il soggetto in una casa di cura o una residenza per anziani.

I poteri specifici dell’amministratore di sostegno.

L’amministratore di sostegno gestirà i

rapporti patrimoniali

nella misura stabilita dal giudice e sotto il controllo di quest’ultimo.

Infatti l’amministratore di sostegno dovrà depositare un rendiconto alla fine di ogni anno al tribunale, allegando i documenti che comprovano le spese che si sono rese necessarie durante la gestione e dando atto altresì delle entrate patrimoniali dell’amministrato.

Da questo punto di vista l’istituto in questione esprime tutta la sua natura pubblicistica, in quanto non è possibile operare con una gestione fai da te, ma sempre a contatto con un soggetto terzo indicato dallo Stato e particolarmente qualificato come il giudice.

La procedura non è affatto complessa e

non deve spaventare

gli eventuali aventi diritto o coloro che sono interessati all’eventuale nomina.

Infatti dopo un breve periodo di attività, l’amministratore di sostegno verificherà che non vi è nulla di complicato e che la procedura è piuttosto semplificata.

Anche quando l’amministratore avrà necessità di confrontarsi con il giudice per chiedere delle autorizzazioni, potrà verificare che l’accesso al tribunale è piuttosto diretto e non sono necessarie forme complesse o l’assistenza di professionisti.

Come ottenere la nomina dell’amministratore di sostegno.

In linea teorica, per ottenere la nomina dell’amministratore di sostegno i privati potrebbero attivarsi di persona compilando un ricorso da depositarsi presso il tribunale competente, seguendo la procedura necessaria, che impone loro di produrre la documentazione utile, eseguire le notificazioni previste dalla legge ai soggetti potenzialmente interessati e presenziare all’udienza che il giudice avrà fissato per l’incombente.

Gli accessi agli uffici di cancelleria del tribunale non sono affatto complicati, anche se oggettivamente sarà necessario spendere un po’ del proprio tempo per superare le file di attesa agli sportelli e avere un po’ di buona volontà per apprendere i meccanismi che sono propri delle procedure del tribunale.

Nulla di impossibile per eseguire la procedura in proprio, anche se in realtà alcuni tribunali richiedono l’assistenza necessaria di un

avvocato.

Inoltre molte persone preferiscono avvalersi dell’opera dell’avvocato perché, non avendo le conoscenze sufficienti, hanno paura di sbagliare o non hanno tempo per recarsi di persona in tribunale più volte per eseguire le attività di cancelleria o perché magari dopo un primo tentativo incontrano difficoltà che impediscono loro di proseguire nella procedura.

E’ chiaro che un professionista del diritto quale un avvocato ha molta più facilità nell’eseguire tutte queste operazioni, che rientrano nella sua quotidianità.

Inoltre ogni tribunale ha le sue consuetudini, per cui certi meccanismi potrebbero differire da tribunale a tribunale e potrebbero quindi comportare ulteriori disagi agli utenti.

Il consiglio

quindi per chi ha le possibilità economiche è quello di avvalersi di un avvocato, che renderà tutto molto più semplice e spedito e al quale potrà essere chiesto di provvedere nella misura più rapida ed efficace.

Per chi invece non abbia sufficienti disponibilità, non resta che provvedere da soli, avendo un po’ di pazienza e di tempo in più.

Chi può essere nominato amministratore di sostegno.

La legge prevede una lista di soggetti che possono essere nominati: si parte dal coniuge per proseguire coi parenti più stretti (genitori, figli, fratelli) e poi quelli più lontani entro il quarto grado .

Se essi non possono accettare l’incarico, i giudice sceglierà una persona estranea al nucleo familiare.

Retribuzione.

L’incarico dell’amministratore di sostegno è tendenzialmente gratuito, non è previsto alcuno stipendio, neppure nei casi in cui uno dei familiari si dedichi completamente al beneficiario, magari rinunciando al proprio posto di lavoro subordinato.

Al massimo potrà essere riconosciuta un’indennità in proporzione al patrimonio gestito e alle attività da svolgere.

Tribunale di Padova – Istruzioni e informazioni sull’amministrazione di sostegno

Tribunale di Rovigo – Istruzioni e informazioni sull’amministrazione di sostegno

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